|
Coinvolto anche Luciano Pavone
da poco costituitosi alla magistratura, dopo una lunga latitanza
Fissato al prossimo gennaio il processo per uno dei tanti tronconi
dell'operazione-car, le cui indagini per il traffico di auto
rubate e poi riciclate nei Paesi dell'Est, sono state condotte,
a partire dal 1994, dalla Squadra Mobile di Teramo in collaborazione
con altre questure italiane.
Tredici gli imputati della nuova tornata: Mimì Sciortino
di Palermo, Lina Daniele Bopudin del Lussemburgo, Tarcisio Tenchini
di Pesaro, Oreste De Berardinis di Ascoli, Giovanni Spinelli
di Nocera Inferiore, i romeni Doru Meosu, Sorin Crihan e Vasile
Sirbu, Antonella Lodato di Cava dei Tirreni, Mario Zanelli di
Ravenna, Gaetano Vitolo di Nocera Inferiore, il teramano Gerardo
Ospizio e Luciano Pavone di Atri. Quest'ultimo si è costituito
di recente all'autorità giudiziaria, dopo una latitanza
protrattasi per diverso tempo.
Gli imputati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di simulazione
di furto, riciclaggio, truffa in danno di società autonoleggiatrici,
truffe in danno delle compagnie di assicurazioni, soppressione,
distruzione ed occultamento di targhe e carte di circolazione
originali, falsificazione delle dichiarazioni di conformità
di case automobilistiche, falsi in sigilli notarili e alterazione
dei numeri di telaio delle auto rubate.
Tra i reati contestati pure quelli di ricettazione di carte di
circolazione di provenienza delittuosa, al fine di far circolare,
esportare e vendere nella massima parte in Romania, ma anche
in altri Paesi dell'Est Europa, numerosi autoveicoli di elevato
valore commerciale (autovetture, furgoni, pulmini ecc.). Gli
autoveicoli che venivano noleggiati presso ditte specializzate
poi non venivano sistematicamente restituiti. Gli automezzi invece
erano dirottati all'estero dopo che ne erano stati denunciati
falsamente i furti agli organi di polizia.
Ammontano a 41, infine, le ditte costituitesi parti civili: si
tratta di ditte e società di autonoleggio, di Caravan
Market, di leasing, società e ditte italiane e straniere.
Tra queste anche alcune del Portogallo e della Germania.
F.D.I. |