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"La clonazione? A Napoli è di casa. Solo che qui non si applica per far nascere pecore o vitelli, ma solo le targhe automobilistiche". Sono queste le battute che si ascoltano in Questura quando si parla di auto rubate o, come sta avvenendo da alcune settimane, quando a ricevere multe salatissime per infrazioni al codice della strada sono ignari cittadini del nord. Una truffa organizzata dalla criminalità locale che non riguarda più poche ed ignare persone. Una truffa che oramai è diventata leggenda e non si sa più fino a che punto le notizie che la riguardano siano più vicine alla realtà, o vere e proprie leggende metropolitane, come quella che vuole una intera cittadina della Toscana (Quarrata in provincia di Pistoia) rimasta vittima della "clonazione alla napoletana". Sembra un soggetto scritto per un film di Totò e invece è un trucco a cui ricorre la criminalità organizzata per far circolare auto rubate in ogni parte d'Italia, dietro cui si alimenta un traffico miliardario gestito, spesso, con la complicità di funzionari pubblici. A far scoppiare nuovamente il caso sono state diverse centinaia di "cartelle pazze" arrivate in varie città del nord e che hanno fatto venire alla luce anche un caso clamoroso a Venezia. Qui si è scoperto che proprio a un magistrato sono arrivate ben 216 multe nel giro di due anni. A far venir fuori l'imbroglio, i vigili urbani di Napoli che hanno bloccato la vettura che viaggiava con gli stessi numeri di targa di proprietà del giudice, alla cui guida c'era un pregiudicato, G.F. di 68 anni. Dai successivi accertamenti, è risultato che la vettura, una Ford Fiesta, era stata rubata tre anni fa a Napoli, a un giovane di Aversa. Successivamente a quell'auto erano state apposte targhe clonate, con lo stesso numero dell'auto del magistrato veneziano. Solo attraverso il numero di telaio si è risaliti alla provenienza della Ford, che è risultata rubata, e si è scoperto che l'auto viaggiava con targhe false. Ma non è finita, perché tra la fine e l'inizio del nuovo anno si segnalano multe pervenute a centinaia di automobilisti pisani, tra i quali anche la moglie del vice comandante dei vigili, tutte per infrazioni che avrebbero commesso tempo addietro soprattutto a Napoli. Ovviamente la gran parte delle persone a cui sono pervenute le multe, non sono mai state nel capoluogo campano, né in auto, né in treno. E spesso al numero di targa citato nel verbale non corrisponde il modello e a volte neanche il tipo di veicolo. Tutti coloro che hanno già proposto ricorso, hanno dichiarato di non essere mai andati a Napoli oppure di non essersi trovati in quella specificata strada nel giorno e nell'ora indicata sul verbale. E non è stato difficile dimostrare il contrario perché tra i multati c'è chi "transitava in zona pedonale", "chi è passato con il rosso" o ha effettuato un sorpasso in prossimità di un incrocio oppure ha pressato eccessivamente sul pedale dell'acceleratore. C'è addirittura un cittadino che ha ricevuto una sanzione amministrativa perché a bordo del suo motorino, nella città partenopea, non stava indossando il casco. Altro caso si segnala anche ad Isernia, dove un'auto rottamata nel 1992 è magicamente "ricomparsa" tre anni dopo in provincia di Napoli, più precisamente a Boscoreale. Intestata a una giovane signora 29enne nata a Milano e residente nel comune vesuviano dal 1993. La macchina in questione verrebbe però guidata da un automobilista indisciplinato, perché colleziona diverse contravvenzioni per infrazioni al codice stradale. L'ultima per 350mila lire circa, è stata notificata non alla attuale proprietaria, bensì a una stupefatta insegnante di Isernia che non risulta essere nè risulta essere mai stata proprietaria del veicolo fantasma. A chi ha avuto la sfortuna di restare vittima delle "targhe clonate" non resta che ricorrere al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della multa. Il ricorso va depositato (non spedito) nel luogo della violazione, allegando l'originale dell'atto impugnato, dando vita a un processo civile, nel quale è opportuno l'assistenza di un avvocato. |
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